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Recensione Estrema n° 1: Quando la ceretta scotta

Ceretta troppo calda by CuraCorpo.comLa ceretta deve essere calda per estirpare a fondo i peli.
Questo è il mantra che mi ripete ogni volta la mia amica estetista.

Calda sì, ma non bollente!

Accade tutto in una giornata triste e nebbiosa, quando i pori sul viso appaiono più dilatati -e simili a vulcani ancora attivi- le occhiaie al risveglio tengono duro e i capelli vanno per conto loro.

Capita di avere una mattinata libera e di avere un’idea. Una grande, bruttissima e pericolosa idea: Oggi mi faccio la ceretta da sola a casa!Ammettiamolo: pensiamo di farci belle da sole, che poi alla fin fine che sarà mai farsi una ceretta sulle gambe, vuoi mettere la comodità di non dover uscire di casa e magari risparmiare. D’altronde chi non ha -e io ne ho diverse- amiche che si fanno tutto da sole in casa, anche la ceretta sull’inguine?
Confortata da tutti questi malvagi pensieri corro a comprare tutto l’occorrente e pimpante torno a casa decisa ad estirpare peli, peletti e orgogliosi pelazzi!

Ma da dire al fare…..  Metto a riscaldare la cera, nel frattempo faccio un leggero scrub -usando una delle ricette pubblicate su CuraCorpo 🙂 – e poi parto.
Prendo la palettina di legno, affondo in quello che sembra miele -alla faccia del dolce- e poi inizio a stenderlo sulla gamba.
Mi accorgo subito che la ceretta è molto calda, ma penso: Così attaccherà meglio!
Appiccico alla cera la striscia bianca e poi sto per tirare quando:
-mi ritrovo di botto senza coraggio mentre
-la cera brucia brucia brucia!

Non riuscendo a strapparla in un unico colpo inizio ad alzare delicatamente la striscia e contemporaneamente soffio sulla pelle. Risultato? la striscia si alza ma molta cera rimane sulla gamba e la pelle si fa sempre più rossa.
Presa dal panico provo a togliere la cera usando:
– acqua e sapone, ma niente,
-olio d’oliva preso dalla cucina tra lacrime e improperi vari, ma niente,
-la salviettina apposita e piano piano la situazione inizia a migliorare.

Morale: Dopo un’oretta di folle e autentica disperazione mi ritrovo con un pezzo di gamba ancora appiccicaticcia e soprattutto rossa.

Che nessuno osi più ripetermi il proverbio crudele: Chi bella vuol comparire fame e freddo deve patire.
Vale essere rimasta una settimana con la pelle appiccicata e un mese con la pelle sbruciacchiata?

A chi di voi è successa una cosa simile?

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